Curiosità
Quella Storia sottoterra... (Via degli Orefici, piazza Pertini, via Matteotti)

Via degli Orefici - Cliccare per ingrandire
E' all'interno del portoncino del civico 3 di via degli Orefici che si trova una strada romana, fatta di basoli, e delimitata in parte da cordoli e con segni lasciati da carri.
Per vederla (anche in questo caso, come per via Gervasoni), bisogna confidare nel buon cuore dei residenti oppure provare a chiedere a qualcuno dei negozianti che potrebbe avere le chiavi del portone. Purtroppo, non essendoci una targa o lapide all'esterno che possa portare questo lastricato stradale a conoscenza di tutti, può capitare di sentire dei turisti che, guida alla mano, osservano i sampietrini scambiandoli ovviamente per il lastricato antico.
Per vederla (anche in questo caso, come per via Gervasoni), bisogna confidare nel buon cuore dei residenti oppure provare a chiedere a qualcuno dei negozianti che potrebbe avere le chiavi del portone. Purtroppo, non essendoci una targa o lapide all'esterno che possa portare questo lastricato stradale a conoscenza di tutti, può capitare di sentire dei turisti che, guida alla mano, osservano i sampietrini scambiandoli ovviamente per il lastricato antico.
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Poco lontano, spostandosi in piazza Pertini, scendendo al piano -2 del parcheggio (non vi faranno pagare nulla, ma magari dite al custode dove state andando) troverete delle strutture murarie risalenti al periodo tra il I ed il III secolo d.C. Qui, a differenza di via degli Orefici, vi sono dei pannelli esplicativi.
Muri, pozzi (questi però ricoperti dal solaio) e vasche che lasciano pensare che un tempo qui, i romani, si dedicassero anche alla ginnastica e allo svolgimento di esercizi vari. Ci si trova insomma di fronte a quella che oggi verrebbe considerata come una palestra, come tante però ve ne erano nel mondo romano. E infatti ecco che uno dei pannelli ricorda, ad esempio, la Palestra Grande di Pompei. Una palestra, quella sotto piazza Pertini, situata ad Ancona forse anche perché si ritiene che, vicino all'anfiteatro, vi fosse pure una scuola gladiatoria. Infine, è visibile anche un angolo della vasca che veniva utilizzata per far decantare la porpora. |
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E' all'angolo tra via Matteotti e via Indipendenza che possiamo vedere invece la tomba numero 62. Anche qui, un pannello ci aiuta a capire meglio cosa si sta guardando.
Una tomba monumentale di epoca augustea situata in quello che al tempo era considerato un "quartiere signorile" della necropoli, e riservato, come spiega il pannello, a gruppi familiari che vi esibivano la propria ricchezza ed il proprio prestigio sociale. Anche questa dovrebbe risalire quindi al I secolo d.C. Sono molti i posti dove sono rintracciabili testimonianze di epoca romana, nascosti all'interno di case o di chiese ma non solo. Abbiamo il pavimento musivo a Palazzo Bevilacqua, in via Matas, o quello nel Mercato Coperto, oggi conservato nel Museo Archeologico |
così come l'affresco, risalente all'età di Caligola, rinvenuto nell'ambiente absidato di un edificio in via Fanti oppure quanto rinvenuto a seguito degli scavi di corso Mazzini o alla Galleria Dorica; in via Podesti e via Menicucci; sotto la chiesa del Sacramento e così via. Luoghi ben descritti nel libro "Città antiche in Italia - Ancona".
I pannelli situati nella fonte del Calamo
Di seguito, cliccando sul link, è possibile scaricare le foto in cui sono riprodotti i pannelli situati presso la fonte del Calamo. Il file .zip è di circa 120MB in maniera tale da poter permettere l'ingrandimento delle foto e, dunque, la loro lettura.
Per scaricare il file cliccare qui
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